n Progetto dei sistemi di controllo
n 1 – Elementi per la progettazione
Il progetto di un sistema in catena chiusa consiste nella realizzazione di un dispositivo capace di adeguarsi alle specifiche espresse attraverso i parametri dei sistemi, cioè:
· errore statico;
· riduzione degli effetti dei disturbi;
· tempi di risposta al gradino (assestamento, ritardo, salita);
· stabilità (rispetto dei margini di fase e guadagno);
· banda passante.
Tra le molteplici procedure di progetto, relative a sistemi continui, lineari, tempo invarianti, si sviluppa quella che si origina da un sistema già esistente e costituito da:
a) un sistema di controllo; b) un sistema controllato; c) un elemento di reazione (trasduttore).
Il progetto consiste nel dimensionamento di un elemento correttore capace di portare il sistema a soddisfare le specifiche richieste.
L’elemento correttore è rappresentato da un dispositivo elettronico (rete correttrice o regolatore), pertanto viene inserito nella parte del sistema in cui la gestione avviene attraverso segnali elettronici, indipendentemente dal tipo di grandezze fisiche elaborate dal sistema controllato (fig. 1).
![]() |
Fig. 1 – Sistema di controllo in catena chiusa con elemento correttore avente F. di T. GR(s); i segnali sono in funzione di s, anche se per brevità non è indicato. |
La sequenza dei passi da seguire per la progettazione è:
1.
Errore statico: la prima esigenza da soddisfare riguarda le specifiche
statiche, che com’è noto si ottengono dalla risposta a regime al segnale a
gradino. Il legame tra l’errore statico a regime e i parametri del sistema, è:
;
2. Disturbi: la causa principale di errore sono i disturbi e una specifica tipica riguarda la limitazione degli effetti di un disturbo, al di sotto di un valore dato. I disturbi si possono dividere in due tipi:
- additivi: se hanno
valore a regime kd e sono sull’uscita del sistema (o vi sono
trasferiti), il loro effetto sull’uscita è dato da:
;
ove nel calcolo a regime
si utilizzano i guadagni statici:
e
in
cui G’(s) ed H’(s) sono le funzioni di
trasferimento della ramo di andata e di quello di reazione, private di eventuali poli nulli.
-
parametrici: la
sensibilità parametrica del guadagno d’anello
alle
variazioni di G(s) vale:
.
In genere è noto l’errore causato da un disturbo nel sistema
non controllato:
ed
un
parametro di progetto è rappresentato dalla riduzione dell’errore ad un
valore:
;
il pedice R
fa riferimento alla situazione con regolatore. Il
legame tra il guadagno in catena aperta del sistema a regime e la riduzione del
disturbo, è:
;
per sicurezza si maggiora il risultato del 20%, cioè:
.
3. Tempi di risposta e banda passante:
i tempi di risposta risultano dall’analisi della risposta al gradino; la banda
passante è invece un parametro tipico della risposta in frequenza, ma è anche
legata al tempo di risposta tr dalla relazione:
(facendo
coincidere la frequenza di taglio superiore f2 con la banda).
In un sistema in catena chiusa in regime sinusoidale, con funzione di trasferimento ad anello W(jω), la banda passante (espressa in rad/s) coincide con la pulsazione di transizione ωT (corrispondente all’intersezione del diagramma dei moduli di Bode con l'asse delle ascisse) della F. di T. in catena aperta G(jω) H(jω).
4. Stabilità: la condizione di stabilità è legata ai margini di guadagno e fase; tra le condizioni di progetto vi è il rispetto di prefissati valori di questi margini.
Per correggere i margini di guadagno e fase, portandoli all’interno dei valori di sicura stabilità, il modo di intervento più semplice è costituito dalla riduzione del guadagno in catena aperta G(s)H(s).
La riduzione del guadagno in catena aperta interviene tuttavia anche sugli altri parametri del sistema e questo non sempre è vantaggioso; in particolare la diminuzione del guadagno statico migliora la stabilità ma aumenta l’errore statico e diminuisce la larghezza di banda, rallentando la risposta del sistema.
I limiti che comporta la correzione dei sistemi mediante la riduzione del guadagno statico, possono essere superati con due soluzioni:
- le reti correttrici: sono circuiti elettronici che vengono progettati in funzione delle specifiche imposte al sistema da correggere;
- i regolatori industriali: sono dispositivi commerciali che, grazie ad elementi variabili inseriti nella loro struttura, possono essere adattati alle esigenze del sistema in cui vengono inseriti.
La differenza tra le reti correttrici e i regolatori industriali, consiste essenzialmente nel fatto che le prime richiedono il progetto specifico in funzione del sistema, i secondi hanno una struttura universale e si adattano alle esigenze del sistema specifico grazie ai componenti variabili.
Le reti correttrici sono circuiti di tipo resistivo-reattivo progettati in modo da intervenire sul guadagno in catena aperta G(s)H(s) con criteri selettivi che permettono l’adeguamento dei margini di fase e di guadagno ai fini della stabilità, influendo in misura minima sugli altri parametri del sistema, almeno nel campo di valori di ω in cui il sistema stesso opera.
Il progetto delle rete correttrici viene effettuato in termini armonici (cioè in regime sinusoidale con s ≡ jω ), perché la verifica della stabilità dei sistemi si appoggia ai criteri di Nyquist e Bode, basati sull’analisi del comportamento armonico del guadagno in catena aperta, cioè di G(jω)H(jω). Le reti standard sono riportate in tab. 1.

Tab. 1 – Le reti correttrici
I regolatori industriali sono dispositivi elettronici i cui componenti svolgono le seguenti funzioni:
- generazione di segnale di riferimento;
- nodo di confronto;
- nodo sommatore;
- amplificazione;
- reti correttrici
Alla descrizione precedente, che fa riferimento ad un regolatore capace di esplicare tutte le funzioni descritte nel seguito (P, PI, PD, PID), corrisponde lo schema a blocchi di fig. 2.

Fig. 2 – Schema a blocchi di un regolatore industriale.
Gestendo in modo opportuno i parametri kP, kI, kD, il sistema di fig. 2, che ha F di T.:
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può essere utilizzato per svolgere una delle funzioni indicate in tab. 2.

(1) Nelle relazioni integrali di tabella si opera nell’ipotesi di condizioni iniziali nulle, cioè: sm(0) = 0 : segnale d’uscita del regolatore nullo per t = 0
Tab. 2 – Segnale d’uscita nel tempo e F. di T. dei diversi tipi di regolatori industriali.
· Caratteristiche dei tipi di regolazione
a) Azione proporzionale: P
All’aumentare di kP produce:
- la riduzione dell'errore a regime;
- un aumento della velocità di risposta;
- l'aumento del rischio di instabilità.
Questo tipo di regolazione può essere utilizzato in sistemi in cui è consentita una differenza abbastanza ampia tra il valore ideale della grandezza controllata e quello effettivamente ottenibile.
Il regolatore proporzionale migliora la risposta del sistema intervenendo sul guadagno; se non si hanno problemi di stabilità (questo accade quando il sistema ha un polo dominante), si può correggere l'errore a regime aumentando il guadagno. Non è tuttavia possibile annullare l'errore perché il sistema non opera su errore nullo. L'aumento eccessivo del guadagno porta comunque a funzionamento oscillatorio smorzato o instabilità.
b) Azione integrativa: I
- Introduce un polo nell'origine del sistema, quindi aumenta di un'unità il tipo di sistema. Da questo deriva che un sistema che ha errore costante rispetto a un segnale test, lo annulla;
- il polo nullo aumenta il rischio di instabilità del sistema.
c) Azione derivativa: D
- Permette di correggere rapidamente le variazioni del segnale errore, perché è in grado di reagire alla velocità di variazione del segnale medesimo;
- non è sensibile al segnale errore se questo rimane costante, pertanto si utilizza sempre associato ad un regolatore proporzionale o proporzionale-integrativo.
d) Azione proporzionale-integrativa: PI
- Aumenta la precisione
del sistema ma non lo pone a rischio di stabilità perché nella funzione di
trasferimento:
(tab.
2), lo zero reale compensa l'effetto del polo nullo ai fini della stabilità;
- all’aumentare di kP produce un aumento della velocità di risposta.
Questo tipo di regolazione è adatta a sistemi soggetti a lenti disturbi sull'uscita, quali ad esempio variazioni del carico in attuatori a immagazzinamento di energia (riscaldatori, grossi motori).
Il regolatore PI è detto anche compensatore di ritardo perché interviene sulle variazioni lente del segnale errore e opera su variazioni ampie del carico perché è in grado di dar luogo a rilevanti cambiamenti della grandezza controllata. Rispetto al solo regolatore proporzionale permette l'annullamento dell'errore statico.
e) Azione proporzionale-derivativa: PD
- Ha un comportamento analogo a quello di un regolatore proporzionale, ma è in grado di intervenire con più rapidità ad una variazione del segnale errore;
- è molto sensibile agli effetti del rumore in alta frequenza;
Questo tipo di regolazione è adatta a sistemi soggetti a rapidi disturbi sull'uscita, quali ad esempio variazioni del carico in piccoli motori di servocomandi.
Il regolatore PD è detto anche compensatore di anticipo, perché permette di modificare la risposta del sistema anche durante la fase transitoria. Il limite del regolatore è dato dal fatto che, mentre è sensibile alle variazioni del segnale errore, non è sensibile all'errore quando questo si mantiene costante.
f) Azione proporzionale-integro-derivativa: PID
Combina tutti gli effetti dei regolatori precedenti, quindi richiede una messa a punto dei parametri kP, kI, kD, in funzione degli effetti che si vogliono ottenere.
Questo significa che, utilizzato in un sistema, permette di modificare il guadagno, il tipo di sistema, e la correzione della risposta nella fase transitoria.
1
– Il guadagno in catena aperta di un sistema con H =
1 è:
;
si analizzi il comportamento del sistema dato e lo si confronti con quello dello stesso sistema in cui il guadagno a regime è stato ridotto da G0 = 10 a G0 = 6.
Soluzione
Si utilizza Matlab per ricavare il diagramma di Nyquist ed il margine di guadagno e di fase nei due casi proposti poi, dall’analisi della funzione di trasferimento, si ricava il tempo di salita tr. I listati dei programmi ed i risultati, sono:
|
Programma con G0 = 10 num1=[10] den1=[0.1 1];den2=[0.2 1];den3=[1 1] den4=conv(den1,den2); den=conv(den3,den4) [mag,phase,w]=bode(num1,den) [Gm,Pm,Wcg,Wcp]=margin(mag,phase,w) F1=tf(num1,den) ltiview
Gm = 1.9986 margine di guadagno ( » 6 dB) Pm = 21.9234° margine di fase Wcg = 8.0740 [rad/s] pulsazione a 180° Wcp = 5.6636 [rad/s] pulsazione di transizione ωT |
Programma con G0 = 6 Num2=[6] den1=[0.1 1];den2=[0.2 1];den3=[1 1] den4=conv(den1,den2); den=conv(den3,den4) [mag,phase,w]=bode(num2,den) [Gm,Pm,Wcg,Wcp]=margin(mag,phase,w) F2=tf(num2,den) ltiview
Gm = 3.3311 margine di guadagno ( » 10,5 dB) Pm = 41.5319° margine di fase Wcg = 8.0740 [rad/s] pulsazione a 180° Wcp = 4.1318 [rad/s] pulsazione di transizione ωT |
Il sistema è stabile in entrambi i casi, ma con G0 = 10 non rispetta i valori di sicurezza per Mj e per MG, mentre con G0 = 6 i margini sono sicuramente rispettati.
In fig. 3 sono confrontati i diagrammi di Nyquist; per quanto riguarda il tempo di risposta del sistema in catena chiusa, si ricordi che la pulsazione di transizione del guadagno in catena aperta coincide con la pulsazione di taglio superiore del sistema in catena chiusa W(jω), per cui si ha:
-
con G0
= 10:
=
0,90 [Hz] e
»
0,39 [s];
-
con G0
= 6:
=
0,66 [Hz] e
»
0,53 [s]; ovvero il sistema risulta più lento.
![]() |
Fig. 3 I diagrammi sono ricavati unendo i programmi precedenti e visualizzando mediante ltiview entrambe le funzioni f1 ed f2, nella rappresentazione di Nyquist. |
2 – Si realizzi il controllo di velocità di un piccolo motore in continua per mezzo di un sistema avente lo schema a blocchi riportato in fig. 5, formato da:
· un sistema amplificatore A, che provvede a trasformare la tensione errore ve nella tensione e potenza sufficiente al pilotaggio del motore. Per un motore di piccola potenza si effettua un controllo di tipo lineare, utilizzando il Power most IRF520 (Vmax = 100 [V], Imax = 9,2 [A]). L’amplificatore ha poli di valore molto più elevato di quelli del motore, pertanto lo si considera una costante numerica A = 10;
·
un motore
in continua ad eccitazione indipendente, con:
;
le caratteristiche commerciali del motore sono riportate in tab. 4.
|
-
velocità nominale: n = 3000 [rpm = giri/min]; ovvero:
- tensione nominale Va0 = 24 [V]; - corrente nominale Ia0 = 2,5 [A]; - resistenza d’armatura: Ra = 1,2 [W]; - costante di coppia: kT = 0,1 [N×m/A]; - costante di tensione: kE = 10 [V/(1000 rpm)] » 0,1 [V×s/rad]; - momento d’inerzia: J = 4×10-3 [kgm2]; |
- te = 6,8 [ms] costante di tempo elettrica; - tm = 46 [ms] costante di tempo meccanica;
ove:
-
max
variazione di velocità vuoto-carico:
-
|
Tab. 4 – Caratteristiche di un motore in continua a eccitazione indipendente per controlli.
·
l’elemento di
reazione H è una dinamo tachimetrica, con funzione di
trasferimento costante (per cui H
º
H0 = kD):
=
30×10-3
[V/(rad/s)]; il segnale di riferimento vi(t) può
variare nel campo 0 ÷ 10 [V] per coprire l’intero campo di regolazione del
motore.
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![]() |
Fig. 5 a) schema a blocchi del sistema; b) circuito pratico
Le esigenze cui deve soddisfare il controllo di velocità, sono:
1. l’errore di velocità vuoto-carico deve ridursi da d = 10% nominale a dR = 2% con il regolatore;
2. il margine di fase Mj deve risultare 60°;
3. il tempo di salita deve risultare tr £ 0,05 s.
Soluzione
Il
problema (che pur riguardando un progetto specifico, ha valenza generale)
consiste essenzialmente nel progetto del circuito di correzione GR(s).
Se si utilizza un regolatore commerciale, si può dimensionare con il metodo di Ziegler
– Nichols; se invece (ed è il caso dell’esercizio in esecuzione), si ricorre
ad un regolatore progettato per il problema specifico, il progetto si sviluppa
in due parti:
1. nel progetto statico, si determina il valore a regime GR0 rappresentato da una costante, per soddisfare a condizioni relative all’errore statico o alla riduzione dell’effetto dei disturbi;
2. nel progetto dinamico, si determinano anzitutto i parametri dinamici del sistema, assumendo per il circuito di correzione il valore di GR0 , poi si dimensiona l’eventuale rete correttrice che garantisce la stabilità o la banda passante;
a) Progetto statico
La variazione di velocità vuoto-carico si configura come un disturbo a gradino in uscita, per il quale si richiede che il regolatore effettui una riduzione da d = 10% a dR = 2%; il legame tra la variazione del disturbo e il guadagno statico del sistema in catena aperta, è:
![]()
Per garantire una sicura correzione, questo parametro viene in genere maggiorato del 20%, per cui dalla condizione di correzione del disturbo prodotto dal carico si ricava:
![]()
Poiché a regime (fig. 5a)
risulta:
,
sostituendo ed imponendo la condizione ricavata dalla riduzione del disturbo a
regime, si ottiene:
![]()
Si ricava pertanto il guadagno a regime del regolatore: GR0 = 1,6.
b) Progetto dinamico
Si determinano i valori di Mj e tr nello schema di fig. 6, con GR0 = 1,6; la F. di T. del guadagno in catena aperta, vale:
![]()
Utilizzando Matlab, con il programma sotto riportato, si ottengono i risultati indicati:
|
Programma num=[4.8] den1=[6.8E-3 1]; den2=[46E-3 1];den=conv(den1,den2) [mag,phase,w]=bode(num,den) [Gm,Pm,Wcg,Wcp]=margin(mag,phase,w) margin(mag,phase,w) f=tf(num,den) ltiview |
Risultati Gm = 389.9942 margine di guadagno ( » 52 dB) Pm = 73.4558° margine di fase Wcg = 2.4634e+003 [rad/s] pulsazione a 180° Wcp = 86.9172 [rad/s] pulsazione di transizione ωT
|
Il sistema è sicuramente stabile e lento (dalla risposta temporale si ricava tr » 0,1 s); non è quindi necessaria una rete correttrice, ma è possibile ottenere i valori richiesti aumentando il guadagno statico del regolatore; se si porta GR0 = 2,5 si ottengono infatti esattamente i valori cercati. Questo significa che è sufficiente un regolatore proporzionale, con kP = 2,5 e la funzione può essere assolta dall’amplificatore, portandone il guadagno al valore A = 25.
3 – Il controllo di temperatura utilizzato quando si debbono climatizzare molti ambienti è spesso di tipo misto, ovvero esiste un sistema centrale gestito da un dispositivo programmabile, che ha memorizzato (come codice digitale) il valore ideale di temperatura di ciascun ambiente ed un sistema di controllo analogico in ogni ambiente (fig. 6), che rileva i dati dell’ambiente, ne effettua un primo adattamento e trasmette al sistema centrale i valori rilevati, per consentire la gestione complessiva. Si progetti il sistema di controllo analogico dei singoli ambienti, in base alle seguenti caratteristiche:
-
La funzione
di trasferimento del blocco sistema è:
;
- le caratteristiche dell’amplificatore di potenza sono: tempo di assestamento ta = 5 ms; A0 = 10.
- la funzione di trasferimento del trasduttore è: KT = 10;
- il disturbo d(t) è rappresentato da un segnale a gradino di ampiezza 5 V sull’uscita;
- la grandezza di reazione vb(t) è una tensione variabile nell’intervallo 0 ¸ 5 [V].
Si chiede di determinare la F. di T. del controllore, affinché il sistema soddisfi i seguenti requisiti:
a) statici: l’errore a regime se dovuto al solo disturbo d(t) sia minore di 0,05 [V];
b) dinamici: banda passante B ³ 50 rad/s e margine di fase Mφ > 40°.

Soluzione
a) Progetto statico
L’errore a gradino
sull’uscita vale: Sd
(s) =
;
l’errore a regime provocato dal solo disturbo si determina trasformando il
sistema in modo da avere reazione unitaria e annullando il segnale d’ingresso,
come rappresentato in fig. 7. I segnali in figura sono in funzione di s
anche se non indicato per brevità; il blocco di reazione H ≡ KT
è stato trasferito sull’ingresso, per rendere unitaria la reazione.
Con l’ingresso Si = 0, dallo schema di fig. 7, risulta: Se(s) = - Sud (s) che è il segnale d’uscita dovuto al solo disturbo, ma:
Sud(s) = Sd(s) + Se(s)[×GR(s) ×A(s) ×GS(s) ×kT] quindi: Se(s) = - Sd(s) + Se(s)×[GR(s) ×A(s) ×GS(s) ×kT] da cui:
;
per il teorema del valore finale, il valore dell’errore a regime dovuto al solo disturbo a gradino (trascurando il segno negativo), è:
se
=
.
L’espressione di A(s)
si ricava dai dati del problema: assumendo
ta
= 5t
(vedi scheda 30, tab.1), risulta
t
= 1 [ms] e la F. di T. dell’amplificatore risulta:
![]()
Sostituendo nella espressione di se, calcolando il limite e ponendo se = 0,05 [V] a regime, risulta: GR0 ³ 99.
a) Progetto dinamico
Il guadagno in catena aperta
del sistema è:
.
L’analisi può essere condotta con i metodi della geometria analitica sul diagramma di Bode o con Matlab; con questo strumento software, si ricavano i valori indicati nella colonna a sinistra della tab. 5.
|
Parametri in assenza di rete correttrice Gm = 11.2462 margine di guadagno ( » 21 dB) Pm = 18.4687° margine di fase Wcg = 104.9468 [rad/s] pulsazione a 180° Wcp = 30.6104 [rad/s] pulsazione di transizione ωT |
Parametri con rete correttrice anticipatrice Gm = 11.2924 margine di guadagno ( » 21 dB) Pm = 48.3653° margine di fase Wcg = 317.8949 [rad/s] pulsazione a 180° Wcp = 77.4952 [rad/s] pulsazione di transizione ωT |
Tab. 5
Dall’analisi dei parametri in
assenza della rete correttrice, il sistema risulta stabile, ma non rispetta i
requisiti imposti; anche la banda del sistema in catena chiusa W(jω)
risulta:
=
30,6 < 50 [rad/s]. Si inserisce nel blocco controllore una rete
anticipatrice attiva (tab. 1), utilizzando il metodo di annullamento polo-zero
in modo da annullare il polo centrale e inserire un polo di una decade
superiore, per cui risulta:
e,
per il sistema in catena aperta:
.
Si ottengono i parametri della colonna di destra di tab.
5, che soddisfano
pienamente i parametri richiesti; questo vale anche per la banda, infatti si
ricorda che la pulsazione di transizione del guadagno in catena aperta coincide
con la pulsazione di taglio superiore del sistema in catena chiusa W(s),
per cui si ha
=
77,5 [rasd/s].